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Francavilla D'Ete

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Nascosto tra le dolci colline marchigiane, Francavilla d’Ete si erge con la discrezione tipica dei borghi che custodiscono gelosamente la propria storia e tradizione. Situato nella provincia di Fermo, questo piccolo comune di circa 929 abitanti offre al visitatore un viaggio nel tempo, tra vicoli acciottolati, antiche mura e panorami che spaziano dai monti Sibillini al mare Adriatico. Le origini di Francavilla d’Ete risalgono al 1140, quando gruppi di servi fuggitivi trovarono rifugio sul Monte Tiziano, dando vita a un insediamento libero dalle servitù feudali, da cui il nome “Francavilla”. Nel corso dei secoli, il borgo fu teatro di vicende storiche significative: nel 1385, il Capitano di Ventura Averardo della Campana lo occupò con una milizia di 4.000 uomini, impossessandosi del castello. Successivamente, nel 1413, Carlo Malatesta lo assalì con l’ausilio di bombarde. L’11 settembre 1863, per distinguersi da altre località omonime, al nome del paese venne aggiunto il suffisso “d’Ete”, in riferimento al torrente Ete morto che scorre ai piedi del colle su cui sorge il borgo.

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Passeggiando per Francavilla d’Ete, si possono ancora ammirare i resti delle antiche mura e tre dei sei torrioni originari, testimonianze di un passato difensivo. Una delle porte dell’antico castello, sebbene rimaneggiata nel corso dei secoli, si presenta oggi come un arco trionfale settecentesco, arricchito da lesene e cornici.
La chiesa di San Rocco conserva al suo interno due affreschi del XVI secolo attribuiti a Vincenzo Pagani, offrendo uno spaccato dell’arte rinascimentale marchigiana.
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La chiesa di San Pietro, progettata nel XIX secolo dall’architetto Giuseppe Sacconi, presenta una facciata parzialmente incompleta, aggiungendo un fascino particolare all’edificio.
Il borgo si suddivide in contrade storiche, ciascuna con una propria identità: San Carlo, che comprende il centro storico; Madonnetta, nei pressi del cimitero comunale; Crocifisso, a valle del paese in direzione di Macerata, dove sorge una piccola chiesa omonima; e Gabbiano, lungo la provinciale che conduce a Montegiorgio e confinante con il comune di Mogliano.
L’economia locale è ancora fortemente legata all’agricoltura, con aziende a conduzione familiare che hanno saputo evolversi nel tempo. Nonostante la crisi che ha colpito l’industria calzaturiera, essa rappresenta ancora una fonte di reddito significativa per la comunità. Inoltre, Francavilla d’Ete ospita importanti aziende nei settori del cartone ondulato, della carta da macero, dell’allevamento e dell’edilizia.
Visitare Francavilla d’Ete significa immergersi in un’atmosfera autentica, dove la storia e la tradizione convivono armoniosamente con la quotidianità dei suoi abitanti. È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, offrendo al viaggiatore attento l’opportunità di scoprire angoli nascosti e storie dimenticate, il tutto incorniciato da paesaggi mozzafiato che solo le Marche sanno offrire.