ENERGIA – «Nelle Marche la crisi energetica in corso rischia di avere un impatto ancora più negativo di quella esplosa nel 2022 a seguito del conflitto russo-ucraino. A essere colpite sono principalmente le famiglie, in particolare quelle più vulnerabili, e le aziende del nostro sistema produttivo. C’è il pericolo che senza un intervento delle istituzioni, dal governo nazionale alla Regione, numerose piccole e medie imprese, specialmente del settore manifatturiero, non riescano più a sostenere questo vertiginoso aumento dei costi. Va assolutamente scongiurato lo spettro di una crisi energetica che si trasforma in crisi economica e poi crisi sociale a causa della perdita di migliaia di posti di lavoro. I recenti allarmi lanciati nella nostra regione dalla Cna, dalla Confartigianato e dalla Confindustria non possono e non devono essere lasciati cadere nel vuoto». A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti.
«A tal proposito – spiega Cesetti – ho depositato un atto ispettivo per sollecitare un intervento straordinario da parte della giunta regionale con lo stanziamento delle risorse necessarie alla costituzione di un fondo rivolto a famiglie e imprese che si ponga l’obiettivo di ridurre le spese sostenute per le fornitura di energia elettrica e di gas. L’esempio virtuoso da replicare potrebbe essere quello della Piattaforma 210, che varammo nel 2020 quando ero assessore al Bilancio della giunta Ceriscioli per far fronte all’emergenza Covid, con l’erogazione per un dato lasso di tempo di contributi a fondo perduto».
«Ciò – continua Cesetti – per arginare le gravi ripercussioni della situazione attuale. Dopodiché, credo che la giunta regionale abbia il diritto e il dovere di avviare interlocuzioni urgenti con il governo nazionale e, se necessario, anche con l’Unione europea. È evidente, infatti, che la Regione Marche non può affrontare da sola questa crisi, che è crisi di sistema, ma è altrettanto vero che non si può restare con le mani in mano e rassegnati al peggio, senza cercare il concreto coinvolgimento di quelle istituzioni che hanno gli strumenti politici e legislativi per frenare l’impennata dei costi energetici».