TORRE SAN PATRIZIO – Siamo stati ospiti a Torre San Patrizio, un paese ricco di storia sulle colline fermane di poco meno di 2mila abitanti. Ad accoglierci il primo cittadino Luca Leoni, eletto lo scorso anno per il secondo mandato.
Sindaco, nelle ultime elezioni hai gareggiato da solo, senza competitor. bisognava raggiungere il quorum e i votanti sono stati il 70%, sintomo comunque che i cittadini di Torre hanno apprezzato il lavoro fatto fin qui. È così?
Voglio esprimere un grazie per la vicinanza dimostrata e la stima, fina dall’inizio. Quando è iniziata la campagna elettorale e ho iniziato a girare, le persone mi hanno sempre incoraggiato perché c’era la volontà di far rinascere il paese rispetto al 2019.
Hai detto più volte che la mission della tua giunta è quella di valorizzare il paese. E la valorizzazione passa dagli interventi in programma su Villa Zara e nel complesso di San Francesco, su tutti. A che punto è l’iter dei lavori?
La parola chiave è valorizzazione e sono una serie di interventi: il piano regolatore, Villa Zara, la riqualificazione del centro e di alcuni edifici grazie ai Fondi Sisma. Un passaggio complesso, quello dei fondi sisma, dove ci sono un sacco di difficoltà, a maggior ragione per i paesi come il nostro che hanno danni dovuti dal sisma ma non fanno parte del cratere. Per la chiesa abbiamo avuto pareri favorevoli dall’Ufficio Ricostruzione e dalla Soprintendenza per procedere alla cantierizzazione, mentre per il convento di San Francesco siamo in contatto con usr. Ancora non siamo riusciti ad aprire il cantiere ma si spera che quest’anno sia l’anno decisivo. Ringrazio, a tal proposito, il commissario Castelli che ha dimostrato una vicinanza e sensibilità non di poco conto.
Parliamo di piano regolatore. Ci sono stati diverse criticità in passato ed è stato difficile metterci mano. Pensi di riuscire ad approvare la variante nel breve periodo?
L’obiettivo è approvarla quest’anno. I problemi di Torre ci sono, con grosse criticità, un impatto ambientale fuori dal normale e delle politiche sbagliate in passato, dalla discarica consortile fatta in quella che poteva essere una zona industriale alla centrale a biogas e l’allevamento che hanno penalizzato ancora di più il comune. In più, il piano regolatore del ’99 non è stato a pieno attuato, cioè le scelte fatte non avevano una prospettiva. Abbiamo dovuto quindi fare un adeguamento e ci siamo posti l’obiettivo di rilanciare il paese, spostando delle aree. Questa è stata la prima volta che un’amministrazione ha dialogato con i cittadini, nonostante gli interessi in ballo. Mi sono scontrato e lotterò fino all’ultimo per dare una possibilità di sviluppo a questo paese. Sono state fatte assemblea pubbliche, incontri e prima di andare in approvazione in consiglio la proposta di progetto è stata pubblicata per permettere a tutti di fare osservazioni.
L’ultima domanda su una questione che sta tenendo banco in questo periodo, ovvero l’ampliamento dell’impianto a biogas e dell’allevamento in zona San Pietro. Lei e il sindaco di Monte Urano vi siete opposti ma di mezzo c’è anche la Regione. Credi si possa fare fronte unito per scongiurare che queste due pratiche di ampliamento vadano in porto e perché vi siete schierati contro questi progetti?
Non ci siamo schierati contro a prescindere ma crediamo che in quell’area qualsiasi ampliamento vada a peggiorare un impatto cumulativo che già è pesante. Sono nato qui, abito qui da 41 anni e già c’erano allevamenti presenti e, al di là di cattivi odori, non c’è stata mai una pressione così alta per la comunità di Torre dopo la venuta di diverse attività in quell’area. Serve contenere l’impatto. Capisco l’interesse dei privati ma c’è anche un interesse collettivo e tutti hanno diritto di vivere in modo più dignitoso.